lunedì, Luglio 22, 2024
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Sanità, Giudiceandrea: “Ancora una volta la Calabria peggiore finisce sulle tv nazionali”

“Ieri abbiamo assistito all’arrivo del neo commissario Zuccatelli in Calabria. Non ha rilasciato alcuna dichiarazione alla stampa – scrive in una nota Giuseppe Giudiceandrea.  Speriamo  lo abbia fatto  con la convinzione di adoperarsi immediatamente per l’applicazione di un piano anti Covid, che non resti sulla carta”.

“Speriamo – continua Giudiceandrea –  che collabori con Gino Strada, in modo da dare ai calabresi, un po’ di serenità in più e speriamo che tutti i protagonisti, dimostrino il senso di cura e protezione richiesto. In questo scenario continua il “viaggio” virtuale nei “Centri Covid” della provincia di Cosenza. Con l’aiuto di un noto medico cosentino, che preferiamo mantenere anonimo per salvaguardare il suo lavoro, siamo virtualmente entrati all’ospedale dell’Annunziata di Cosenza”.

Il personale è ridotto all’osso

“Lo scenario è da guerra: Pronto Soccorso senza medici e con personale ridotto. Anche i reparti sono a corto di personale e, benché chiusi alle visite ambulatoriali da un recente decreto Spirlì, sono alla saturazione. All’Azienda ospedaliera di Cosenza, da febbraio ad oggi, si sono assunte poche unità di personale, nonostante le norme Covid e nonostante sia, in modo assurdo, diventato ospedale Covid. Ciò comporta lo spostamento “selvaggio” di infermieri da un giorno all’altro, da un reparto ad un altro, con quel che ne comporta anche in termini di sicurezza sul luogo di lavoro per queste persone”.

“I reparti di Malattie infettive e Pneumologia sono ormai saturi ed ubicati nella palazzina indipendente su Viale Repubblica. I reparti dedicati del Santa Barbara di Rogliano sono pieni. Al Mariano Santo hanno sistemato un numero consistente di malati Covid, a dimostrazione che si sarebbe potuto usare già come Centro Covid e spostare all’Annunziata i reparti di Oculistica e Dermatologia. Per reperire spazi all’interno dell’ospedale è stata realizzata una Geriatria Covid con 18 posti letto al Dea al posto del reparto di Urologia e Chirurgia toracica.

Questo reparto oggi  ha solo 8 posti letto anziché 14 con grave nocumento per chi non ammalato di Covid e che deve sottoporsi, ad esempio, ad un intervento urgente di Chirurgia prostatica o al torace”.

Manca un piano serio

“Si tratta di due specialistiche uniche nella provincia e probabilmente la stessa “fine” faranno altre specialistiche importanti e d’urgenza di questo passo. Il tutto ancora senza un piano serio ed urgentissimo. Di fatto si stanno sistemando reparti Covid a macchia di leopardo nel cuore dell’ospedale, sguarnendo i reparti per altre patologie. Per non parlare dello stato pietoso in cui i malati Covid in attesa di un posto letto debbono permanere. Vengono collocati all’interno di tende prive delle minime condizioni igieniche o addirittura al di fuori delle stesse.

Crediamo che non sia una politica giusta quella di distruggere il presidio ospedaliero Annunziata riducendolo ad ospedale Covid, attesa la presenza in città ed in periferia di strutture attrezzabili ed immediatamente utilizzabili per tale scopo. Ciò che lascia perplessi – conclude –  è che a parte l’accorato appello del presidente dell’Ordine dei Medici di Cosenza Corcioni, nessuno dei vertici aziendali ha preso posizione contro queste assurde decisioni assunte senza un cronoprograma e navigando a vista”.

 

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