sabato, Febbraio 7, 2026
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La Camera Penale di Cosenza sull’assoluzione dell’Avv. Manna: contro il cannibalismo mediatico dei diritti

La Camera Penale di Cosenza prende una posizione ferma dopo l’assoluzione di Marcello Manna, condannando il processo mediatico e difendendo la presunzione d’innocenza

Non è stato solo assolto. È innocente”. Con queste parole forti e nette, la Camera Penale di Cosenza prende posizione dopo la sentenza che ha visto l’avvocato Marcello Manna, ex sindaco di Rende e Presidente emerito della stessa Camera, dichiarato non colpevole dalle accuse che lo avevano travolto. Una vicenda giudiziaria che ha coinvolto la comunità bruzia per quasi tre anni e che, secondo i penalisti, ha visto ancora una volta il prevalere di un “processo mediatico” capace di ferire la presunzione d’innocenza.

Nel documento diffuso dai penalisti cosentini, il tono è grave e allo stesso tempo combattivo. Si parla di “cannibalismo dei diritti”, di “gogna mediatica” e di una “giustizia della folla” che, a colpi di titoli e commenti, avrebbe tentato di demolire la reputazione di un uomo e di un avvocato. “All’‘Ecce homo’, al presunto innocente presentato morente alla folla in preda a un cannibalismo dei diritti senza precedenti, e al grido di ‘Barabba’, continueremo sempre a opporci”, scrivono i rappresentanti della Camera Penale.

Sono trascorsi 1.050 giorni dal settembre 2022, quando l’inchiesta aveva coinvolto Manna, provocando non solo un terremoto politico nella città di Rende, ma anche profonde ferite all’interno della comunità legale. “1.050 giorni di gogna mediatica, di distruzione politica di una comunità, di tentativi di delegittimazione, di sofferenza e di ferite”, si legge nel documento.

La difesa dell’avvocato Manna, sottolineano i colleghi, ha combattuto strenuamente fino al pronunciamento dell’articolo 530 del codice di procedura penale: “assolto perché il fatto non sussiste”. Ma per i penalisti cosentini questo non basta a restituire appieno la dignità e la serenità spezzate da anni di attacchi.

Contro la barbarie del processo mediatico e dei barbari che, purtroppo in tanti e di ogni specie, lo utilizzano per demolire la presunzione di innocenza, continueremo a erigere barricate. Sempre”, affermano con decisione.

La Camera Penale di Cosenza, infine, ribadisce che la sentenza non è solo un’assoluzione, ma una dichiarazione di innocenza che deve far riflettere sul ruolo dell’informazione e sulla responsabilità sociale di chi opera nel campo della giustizia e dei media.

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