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Anna Mallamo tra i finalisti del Premio Berto 2025: la Calabria protagonista della grande narrativa italiana

Annunciata la cinquina finalista del Premio Giuseppe Berto 2025. In gara anche la reggina Anna Mallamo con il romanzo d’esordio Col buio me la vedo io. Cerimonia il 6 settembre a Mogliano Veneto, in attesa del ritorno in Calabria nel 2026

Torna sotto i riflettori il prestigioso Premio Letterario Giuseppe Berto, giunto quest’anno alla sua XXXII edizione, con la selezione della cinquina finalista. Tra gli autori scelti spicca Anna Mallamo, scrittrice originaria di Reggio Calabria e messinese d’adozione, in gara con il suo romanzo d’esordio Col buio me la vedo io, pubblicato da Einaudi nella collana Supercoralli.

L’annuncio ufficiale dei finalisti conferma ancora una volta il ruolo centrale del Premio Berto nel panorama letterario italiano, dove da oltre trent’anni vengono premiate le opere prime di narrativa già edite, in un’alternanza geografica che unisce idealmente il Veneto – patria natale di Berto – e la Calabria, terra in cui lo scrittore visse gran parte della sua vita.

Insieme ad Anna Mallamo, completano la rosa dei finalisti:

  • Antonio Galetta, Pietà (Einaudi – Unici)

  • Alberto Locatelli, Airù (Italo Svevo – Incursioni)

  • Beatrice Sciarrillo, In trasparenza l’anima (66thand2nd – Bookclub)

  • Rosanna Turone, Santa (NN Editore – Le Fuggitive)

La cerimonia di premiazione si terrà il 6 settembre a Mogliano Veneto (TV), città natale di Giuseppe Berto, nel suggestivo Parco della Cultura Antonio Caregaro Negrin. A condurre l’evento sarà il giornalista Giancarlo Loquenzi. Nell’ambito della stessa giornata, alle ore 16.30 presso il Brolo Centro d’Arte e Cultura, sarà inaugurata anche la mostra “Verso la Gloria. Giuseppe Berto: uno scrittore, il suo archivio”, che per la prima volta offrirà al pubblico uno sguardo ravvicinato sul lavoro dell’autore attraverso documenti originali, tra cui manoscritti, dattiloscritti annotati, lettere personali, agende e ritagli stampa.

Come da tradizione, il Premio continua a onorare il legame profondo tra le due regioni che hanno segnato la vita e la carriera dello scrittore: Mogliano Veneto, dove nacque e dove nel 1988 fu fondato il riconoscimento da Cesare De Michelis, e Capo Vaticano (VV), dove visse e riposa. Antonia Berto, figlia dello scrittore e custode della sua eredità culturale, sarà presente in veste di madrina della manifestazione.

A valutare le opere è stata una giuria di altissimo profilo, presieduta da Emanuele Trevi, scrittore, critico letterario e vincitore del Premio Strega 2021. Accanto a lui siedono la poetessa e scrittrice Silvia Avallone, il giornalista Luigi Mascheroni, la scrittrice Elena Stancanelli – vincitrice proprio del Premio Berto nel 1998 con Benzina – e il critico letterario Emanuele Zinato, già membro della Giuria dei Letterati del Premio Campiello.

«Nei cinque libri finalisti si avverte una relazione matura tra ricerca espressiva e controllo formale. Non c’è ricerca di effetto, né di adesione a formule riconoscibili – ha commentato Emanuele Trevi –. Le storie si tengono lontane dalla spettacolarizzazione, ma lasciano emergere tensioni forti: i rapporti familiari, il corpo, i margini, il rifiuto o la perdita. Quello che colpisce — o forse è meglio dire: che resta — è una fedeltà alla complessità. È un tipo di letteratura che non sente il bisogno di spiegarsi troppo, e proprio per questo riesce a generare senso».

Il vincitore riceverà un premio in denaro di 5.000 euro, mentre altri 2.000 euro saranno suddivisi tra gli altri quattro finalisti.

Il Premio Letterario “Giuseppe Berto” è promosso dall’Associazione Culturale Giuseppe Berto, in collaborazione con i Comuni di Mogliano Veneto e Ricadi, e realizzato con il patrocinio del Ministero della Cultura, Regione Calabria, Provincia di Treviso, Comune di Vibo Valentia e con il contributo della Regione Veneto e della Città di Mogliano Veneto. Tra i sostenitori privati anche San Marco Group, Studio Martini Ingegneria, Laerte Palace Hotel, daPino e il Nuovo Terraglio.

L’appuntamento è dunque per il 6 settembre, in attesa che il Premio torni in Calabria nel 2026, rinnovando quell’intreccio di cultura e territorio che ne fa ogni anno uno degli appuntamenti più sentiti e autorevoli della letteratura italiana contemporanea.

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