La Camera Penale di Cosenza lancia un duro monito all’Associazione Nazionale Magistrati (ANM), a seguito della diffusione di un contenuto “odioso e denigratorio” nei confronti dell’Avvocatura.
Al centro delle polemiche, un video pubblicato sui canali social dell’ANM in cui – attraverso il montaggio parziale ed incompleto di un intervento del giornalista Felice Cavallaro – verrebbe suggerito un collegamento tra l’omicidio del procuratore di Palermo Gaetano Costa, avvenuto nel 1980, e un presunto patto con non meglio precisati “avvocati dei mafiosi”.
La condanna dei penalisti e dell’Unione Camere Penali
Secondo i penalisti cosentini, questa ricostruzione rappresenta “una pesante infamia” verso la funzione difensiva e alimenta un’odiosa equiparazione tra avvocato e criminalità organizzata. L’Unione delle Camere Penali Italiane ha subito condannato il video, definendolo “una rappresentazione ingiusta e lesiva” della professione forense.
Un passato recente di collaborazione
La presa di posizione della Camera Penale di Cosenza è ancora più significativa se si guarda a pochi mesi fa: il 6 dicembre scorso, la Sottosezione Distrettuale ANM di Cosenza aveva chiesto ospitalità proprio all’Avvocatura per presentare, nella Biblioteca del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, una mostra dedicata alle vittime di mafia.
L’evento aveva sancito una forte sinergia tra magistrati e avvocati, richiamando – come sottolineato dal professor avvocato Luigi Gullo – il principio secondo cui “la toga è uguale per tutti nelle aule, perché riduce chi la indossa a essere a difesa del diritto, senza distinzione di posizione”.
“Un attacco gratuito e ingiustificabile”
Per la Camera Penale di Cosenza, l’uscita dell’ANM rappresenta oggi “un attacco gratuito, eccentrico e ingiustificabile”, frutto di “un evidente colpo di sole” da cui le sezioni territoriali e l’intera magistratura dovrebbero prendere le distanze.


