sabato, Gennaio 24, 2026
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Sanità calabrese in emergenza: guardie mediche chiuse e medici di base sotto pressione

Emergenza sanitaria: chiuse diverse guardie mediche nel Cosentino e a Reggio, mentre i medici di base restano sovraccarichi. USB Sanità denuncia anni di tagli e precarizzazione, chiedendo un piano straordinario di assunzioni e investimenti negli ospedali pubblici

Le chiusure di numerose postazioni di guardia medica nel Cosentino e nell’area metropolitana di Reggio Calabria, registrate nel mese di agosto, riportano al centro del dibattito pubblico le criticità del sistema sanitario regionale. Una situazione che, secondo USB Sanità Calabria, non è un’emergenza improvvisa, ma il risultato di anni di tagli, precarizzazione e mancanza di programmazione.

Sanità Calabria, l’allarme di USB: sistema al collasso

Il sindacato accusa le istituzioni di scaricare sui medici di base responsabilità che non spettano loro. L’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria, per far fronte alla carenza di personale, ha pubblicato un avviso rivolto ai medici di medicina generale per coprire i turni scoperti delle guardie mediche. Una scelta definita da USB come «una toppa su una tela logora», formalmente legittima ma insufficiente a risolvere i problemi strutturali.

Guardia medica in Calabria: medici di base sovraccarichi

In Calabria, molti medici di base seguono già centinaia di assistiti e lavorano con turni difficili da sostenere. Chiedere loro di coprire anche le ore notturne delle guardie mediche, spesso in condizioni di scarsa sicurezza e senza adeguato supporto, rischia – secondo il sindacato – di compromettere la qualità dell’assistenza e mettere in pericolo la stessa salute degli operatori.

Per rendere il servizio più sicuro e attrattivo, USB propone di affiancare un infermiere al medico di guardia, soluzione che migliorerebbe efficienza e sicurezza, riducendo l’isolamento professionale che scoraggia molti operatori.

Ospedali pubblici e fondi: la gestione contestata

L’organizzazione sindacale punta il dito anche sulla gestione delle risorse economiche. «I soldi ci sono – sostiene USB – ma finiscono nelle mani degli imprenditori della sanità privata e in opere inutili come il ponte sullo Stretto». Secondo il sindacato, la priorità dovrebbe invece essere quella di investire in ospedali e ambulatori pubblici, oggi in condizioni di forte sofferenza.

USB Sanità Calabria chiede un piano straordinario di assunzioni

La strada indicata da USB passa per un piano straordinario di assunzioni e stabilizzazioni: più personale medico e infermieristico, stipendi adeguati, condizioni di lavoro dignitose e maggiore sicurezza nelle strutture.

«Il diritto alla cura non può essere sacrificato per fare cassa o alimentare speculazioni – conclude USB Sanità Calabria –. Continueremo a denunciare e mobilitarci finché la salute tornerà ad essere una priorità».

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