Un confronto franco, dai toni netti, ma ancorato al merito giuridico e costituzionale è quello che si è svolto ieri mattina alla Provincia di Cosenza, moderato dall’avv. Chiara Penna, referente territoriale del Comitato “SI Separa”, presieduto dall’avv. Giandomenico Caiazza.
Hanno relazionato la Segretaria della Camera penale di Paola, l’avv. Sabrina Mannarino, e l’avv. Pietro Perugini, past president della Camera penale di Cosenza che hanno ribadito con chiarezza il proprio sostegno al Sì alla separazione delle carriere tra magistratura requirente e giudicante, indicata come passaggio decisivo per il pieno compimento del giusto processo.
Durante i lavori è intervenuto l’avv. Pierluca Bonofiglio, vicepresidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Cosenza, che è stato applaudito lungamente quando, in maniera schietta e diretta ha affermato apertamente che il Consiglio dell’Ordine di Cosenza «è schierato per il Sì alla separazione delle carriere perché rende più credibile il sistema della giustizia agli occhi dei cittadini».
Sulla stessa linea l’avv. Franz Caruso, intervenuto dichiarando di parlare «prima da avvocato che da sindaco». Per Caruso, la riforma «completa un percorso legislativo e costituzionale avviato nel 1998 e proseguito con l’introduzione del giusto processo nell’articolo 111 della Costituzione», rappresentando un tassello coerente con i principi già sanciti dal nostro ordinamento.
Molto duro e diretto l’intervento del presidente della Camera penale di Cosenza, Roberto Le Pera, che ha denunciato «una campagna di menzogne ad alto impatto emotivo» portata avanti dal fronte del No. «Se l’Associazione Nazionale dei Magistrati dicesse la verità anziché scrivere balle sulle gigantografie presenti in tutta Italia – ha affermato – sarebbe difficile convincere i cittadini a votare contro una riforma, quella del SI, che serve a garantire un giudice davvero indipendente».
A rafforzare il quadro è arrivato il contributo di Gian Domenico Caiazza, che ha parlato di «una riforma di garanzia, non contro qualcuno ma a favore di tutti», ricordando come la separazione delle carriere sia «una condizione minima per un processo equo in un sistema accusatorio moderno».
In chiusura, l’intervento di Chiara Penna, che ha richiamato l’attenzione sul punto di vista dei cittadini: «Questa riforma non riguarda gli addetti ai lavori, ma chiunque possa trovarsi un giorno davanti a un giudice e abbia diritto a un processo realmente giusto».


