sabato, Febbraio 7, 2026
spot_img
HomeCalabriaCosenzaBorelli: "Cosenza, come tutta la Calabria, non è un’isola felice"

Borelli: “Cosenza, come tutta la Calabria, non è un’isola felice”

Il nuovo questore Antonio Borelli si presenta alla città: fiducia nei cittadini, sicurezza percepita e prevenzione al centro della sua visione. «La complessità non è un alibi, ma una responsabilità».

Cosenza non è un’isola felice. A dirlo, senza giri di parole, è il nuovo questore Antonio Borelli, che questa mattina si è presentato ufficialmente ai giornalisti segnando l’avvio del suo mandato alla guida della Questura bruzia. Un insediamento sobrio nei toni, ma netto nei contenuti, che ha subito chiarito l’approccio con cui Borrelli intende affrontare le sfide della sicurezza sul territorio.

Sicurezza a Cosenza: realtà complessa, niente alibi

«Cosenza, come tutta la Calabria, non è un’isola felice, e non credo che questo possa essere smentito né dai dati né dai fatti», ha affermato il questore, mettendo da parte ogni narrazione edulcorata. Ma il realismo non si traduce in rassegnazione. Al contrario, Borelli ha voluto rimarcare come la realtà cosentina non vada definita “complicata”, perché «parlare di complicazione significa precostituirsi un alibi». È, piuttosto, una realtà complessa, e come tale richiede risposte complesse, condivise e istituzionali.

Nel suo intervento, il nuovo questore ha più volte richiamato il valore della collaborazione tra istituzioni: dalla Prefettura, che coordina le politiche di sicurezza a livello provinciale, alle altre forze dell’ordine, fino all’autorità giudiziaria, comprese le Procure della Repubblica e la Direzione distrettuale antimafia. «Le soluzioni non sono mai semplici – ha spiegato – ma vanno costruite insieme, ciascuno per la propria competenza».

Fiducia dei cittadini, il nodo centrale

Al centro della sua visione c’è però soprattutto il rapporto con i cittadini. «La fiducia della cittadinanza nelle forze dell’ordine è l’elemento decisivo», ha sottolineato. Anche l’incremento degli organici o l’arrivo di rinforzi, da soli, non bastano se non accompagnati dalla collaborazione di chi vive quotidianamente il territorio. «Il cittadino che segnala situazioni di degrado, che chiama quando ha bisogno, consente alle forze di polizia di intervenire in modo tempestivo e adeguato».

Sicurezza reale e sicurezza percepita sul territorio

Borelli ha posto l’accento su un concetto chiave: la sicurezza non è solo quella che emerge dai numeri. «Non possiamo guardare esclusivamente ai dati statistici. Esiste anche una sicurezza percepita, che incide profondamente sulla qualità della vita».

Da qui gli esempi concreti: un parco illuminato è un presidio di sicurezza, uno spazio abbandonato diventa terreno fertile per il degrado; una stazione lasciata a se stessa può trasformarsi in luogo di marginalità. «Quando si creano situazioni di disagio sociale – ha avvertito – lì nasce un problema di sicurezza che riguarda tutti».

Prevenzione e controllo del territorio

Il nuovo questore ha quindi delineato un modello operativo che affianca alle grandi operazioni di polizia una presenza quotidiana fatta di interventi rapidi, controllo del territorio e ascolto. «Non siamo solo repressione – ha chiarito – ma anche prevenzione. Se riusciamo a evitare che determinate situazioni sfocino nel penale, quella per noi è una vittoria». Particolare attenzione sarà rivolta alle fasce più fragili della popolazione. «La Polizia di Stato deve stare vicino a tutti, ma soprattutto ai soggetti più deboli: i minori, le donne, chi rischia di essere vittima di violenza», ha detto Borelli, annunciando di aver già sensibilizzato i funzionari sull’adozione di tutte le misure utili a tutela di chi è maggiormente esposto.

Il ritorno di Borelli a Cosenza

Con un lungo percorso professionale alle spalle, in gran parte maturato proprio in Calabria e arricchito dall’esperienza all’Ufficio centrale ispettivo a Roma, Borelli torna a Cosenza con la consapevolezza di una città che ha attraversato fasi difficili, anche recenti. «È una realtà che conosco – ha concluso – e che affronteremo con il massimo impegno, insieme alla squadra della Questura e con il contributo fondamentale dei cittadini».

Un insediamento che non promette scorciatoie, ma indica una direzione chiara: sicurezza come responsabilità condivisa, prevenzione come obiettivo strategico, fiducia come presupposto indispensabile.

RELATED ARTICLES

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

- Advertisment -
Google search engine

Most Popular

Recent Comments