Tradizione, innovazione e visione strategica si incontrano nel cuore della Calabria, dove si è conclusa con successo la quinta edizione del Premio Oleario San Vincenzo La Costa, appuntamento ormai centrale per il comparto olivicolo regionale. Nelle sale di Palazzo Miceli, nel suggestivo borgo di San Sisto dei Valdesi, si sono alternati momenti di confronto istituzionale, valorizzazione produttiva e contaminazioni culturali, confermando il ruolo strategico dell’olio extravergine d’oliva nell’economia e nell’identità calabrese.
Organizzato dal Comune di San Vincenzo La Costa insieme al Consorzio di tutela e valorizzazione dell’Olio di Calabria IGP e all’Associazione Olivicola Cosentina, con il patrocinio dell’Accademia nazionale dell’Olivo e dell’Olio e la collaborazione del Crea, il Premio ha come obiettivo la selezione e la valorizzazione delle migliori produzioni olearie calabresi e italiane, ponendo al centro qualità, sostenibilità e filiera.
Al centro della due giorni, i talk condotti dal giornalista Pier Luigi Sposato, che hanno acceso il dibattito su temi cruciali per il settore. Tra gli interventi più incisivi quello dell’onorevole Marco Cerreto, capogruppo in Commissione Agricoltura, che ha ribadito la necessità di tornare a produrre puntando sulla qualità e sulla tutela delle cultivar autoctone, assicurando al contempo la vicinanza del Governo al comparto.
Sulla stessa linea l’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo, che ha invitato i produttori a fare rete per affrontare le sfide del mercato globale, sottolineando l’impegno della Regione Calabria nel sostenere investimenti concreti e duraturi. Un appello raccolto anche dal sindaco Gregorio Iannotta, che ha evidenziato il valore identitario dell’olivicoltura: non solo eccellenza agroalimentare, ma patrimonio culturale e leva economica per il territorio.
Dal confronto è emersa con chiarezza una priorità condivisa: rafforzare il sistema produttivo puntando sulla qualità certificata e sulla competitività internazionale. In questa direzione si inserisce l’intervento di Franco Aceto, presidente di Coldiretti Calabria, che ha posto l’accento sulla necessità di regole chiare nel libero scambio, soprattutto in relazione ai rischi legati ai pesticidi nei prodotti esteri.
Lo sguardo al futuro passa anche attraverso nuove opportunità di sviluppo, come evidenziato da Massimino Magliocchi, presidente del Consorzio di Tutela IGP Olio di Calabria, che ha indicato nell’oleoturismo una leva strategica per valorizzare il territorio, integrando produzione, cultura e accoglienza.
A rendere ancora più ricca l’esperienza del Premio, la componente artistica e artigianale curata dall’organizzatrice Giada Falcone: dalle creazioni orafe ispirate all’olivo agli abiti che raccontano il territorio, fino ai sapori autentici e allo show cooking della chef cosentina Federica Di Lieto, volto noto di MasterChef Italia. Spazio anche ai più piccoli con laboratori creativi, in un dialogo continuo tra tradizione e innovazione.
Momento centrale la premiazione dei produttori, accomunati da un approccio che coniuga radici profonde e apertura al cambiamento. Presente anche il direttore generale Arsac Fulvia Caligiuri, che ha incoraggiato il comparto a proseguire nel percorso di crescita, puntando su qualità, identità e collaborazione.
A chiudere la manifestazione, le note degli organetti del maestro Antonio Grosso, in un finale che ha celebrato non solo l’eccellenza dell’olio calabrese, ma anche la forza di una comunità che guarda al futuro senza dimenticare le proprie origini.


