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Plexiglass nel carcere di Cosenza, il Dap ordina la rimozione

I pannelli saranno eliminati dalle finestre delle celle del “Sergio Cosmai”. La Camera penale: «I detenuti torneranno a respirare». Le Pera ringrazia il direttivo e l’Osservatorio Carcere.

L’aria torna a entrare nelle celle del carcere «Sergio Cosmai». Il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ha disposto la rimozione immediata dei pannelli in plexiglass applicati alle finestre dell’istituto cosentino, finiti da settimane al centro di una battaglia pubblica sul rispetto della dignità e della salute delle persone detenute.

La decisione è stata resa nota dal sottosegretario alla Giustizia Alberto Balboni, intervenuto sulla vicenda dopo la segnalazione del senatore Fausto Orsomarso, reduce da una visita nella casa circondariale. Il capo del Dap, Stefano Carmine De Michele, ha ordinato di eliminare le schermature per garantire il benessere psicofisico dei reclusi e condizioni di vita compatibili con la stagione estiva.

«Il Governo e il Dap continueranno a garantire sia la sicurezza negli istituti, sia la tutela dei diritti fondamentali delle persone ristrette», ha dichiarato Balboni, indicando nella rimozione dei pannelli una misura necessaria per migliorare la vivibilità degli ambienti.

I plexiglass erano stati installati sulle sbarre delle celle e limitavano il ricambio naturale dell’aria e l’ingresso della luce. Una barriera diventata ancora più pesante con l’aumento delle temperature, dentro un carcere segnato dal sovraffollamento e da spazi descritti come insufficienti.

La Camera penale di Cosenza accoglie il provvedimento con parole di forte partecipazione: «Siamo sinceramente emozionati nel pensare che i detenuti, proprio in questi giorni di temperature infernali, ritorneranno a respirare come normali esseri umani». I penalisti cosentini parlano di una battaglia di civiltà che ha riportato al centro i diritti costituzionali delle persone ristrette.

La Camera penale richiama il lavoro condotto insieme alle istituzioni nazionali e locali, alle associazioni forensi, al Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria e ai garanti comunale e regionale. Una mobilitazione cresciuta dopo l’ingresso nel carcere dei parlamentari Fausto Orsomarso e Simona Loizzo e dopo le denunce sulle condizioni interne dell’istituto.

Il presidente della Camera penale di Cosenza, l’avvocato Roberto Le Pera, affida all’emozione il commento per un risultato costruito attraverso un impegno collettivo: «Consentitemi, con emozione, con vera emozione, di abbracciare in questa giornata i “compagni di banco” di questa fantastica avventura della Camera penale, tutti i consiglieri del direttivo, ali e catene dell’azione propulsiva di questa Camera penale. E un abbraccio forte a tutti gli osservatori, tra cui i coriacei amici dell’Osservatorio Carcere, che hanno donato tempo e risorse illimitate ai diritti dei dimenticati. Viva la Camera penale di Cosenza».

La rimozione chiude uno dei capitoli più contestati della vita recente del «Cosmai». Restano il sovraffollamento, le carenze strutturali e il disagio che attraversa l’universo penitenziario. Il provvedimento segna un confine preciso: la pena priva della libertà, non del diritto alla salute, alla luce e all’aria. In carcere la Costituzione entra nelle celle insieme al respiro.

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