La Procura distrettuale di Catanzaro ha chiesto il rinvio a giudizio di undici persone e tre società nell’ambito dell’inchiesta sull’impianto di compostaggio Eco Call di Vazzano, nel Vibonese. Le accuse contestate a vario titolo riguardano associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti, inquinamento ambientale, falso ideologico, rivelazione di segreti d’ufficio e getto pericoloso di cose. I fatti al centro dell’indagine si sarebbero verificati tra marzo 2021 e il 13 marzo 2024, giorno in cui l’impianto è stato sottoposto a sequestro. La richiesta della Procura sarà esaminata dal giudice dell’udienza preliminare. La responsabilità degli indagati dovrà essere accertata nelle sedi giudiziarie previste, nel rispetto della presunzione di innocenza.
Tra gli indagati Eugenio e Ortenzia Guarascio
L’inchiesta, avviata dalla Procura di Vibo Valentia e trasferita alla Procura distrettuale di Catanzaro per la competenza sui reati legati al traffico illecito di rifiuti, coinvolge l’imprenditore Eugenio Guarascio. Guarascio, 72 anni, di Lamezia Terme, è amministratore unico della 4El Group srl e patron del Cosenza Calcio. Tra gli indagati figura anche la sorella Ortenzia Guarascio, 61 anni, amministratrice unica della Eco Call spa. La richiesta di rinvio a giudizio riguarda inoltre Gianfranco Comito, dirigente del settore Ambiente della Regione Calabria, alcuni dipendenti della Eco Call, Vincenzo De Matteis, in servizio nel settore regionale Ciclo integrato dei rifiuti, e i funzionari Arpacal Nicola Anselmo Ocello e Dario Giuliano.
Coinvolte Eco Call, Ecologia Oggi e 4El Group
La richiesta è stata firmata dai sostituti procuratori Filomena Aliberti e Irene Crea e dal procuratore di Catanzaro Salvatore Curcio. Nel procedimento risultano coinvolte anche le società Eco Call spa, Ecologia Oggi spa e 4El Group srl. Le posizioni delle tre società saranno valutate secondo la disciplina prevista in materia di responsabilità amministrativa degli enti.
Le contestazioni sull’impianto di compostaggio
Secondo l’impostazione accusatoria, l’impianto di Vazzano avrebbe dovuto produrre compost destinato all’agricoltura attraverso il trattamento dei rifiuti organici. Il materiale prodotto sarebbe risultato contaminato da plastica, vetro e altre sostanze e sarebbe stato destinato a terreni agricoli. Gli inquirenti ipotizzano che tali condotte abbiano provocato conseguenze ambientali nelle aree interessate. Le accuse e la ricostruzione dei fatti saranno sottoposte al vaglio del giudice nel corso dell’udienza preliminare.
Udienza preliminare fissata per il 6 novembre
L’udienza preliminare è in programma il 6 novembre. Il giudice dovrà esaminare la richiesta formulata dalla Procura e decidere sulle posizioni degli indagati e delle società coinvolte. Il sindaco del Comune di Vazzano risulta indicato come persona offesa nel procedimento.


