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Dargen D’Amico, Serena Brancale ed Enzo Avitabile: Cosenza svela il Festival delle Invasioni 2026

Musica d’autore, teatro popolare, passeggiate culturali, installazioni di fuoco, innovazione tecnologica e riflessione antropologica. Dal 23 al 30 luglio il Festival delle Invasioni 2026 tornerà ad animare il centro storico di Cosenza con una settimana di appuntamenti gratuiti dedicati alle “Radici”.

Dargen D’Amico, Serena Brancale, Giuliano Palma, Enzo Avitabile e i Bottari, Stefano “Cisco” Bellotti, Franco Arminio e Paolo Buonvino sono alcuni dei protagonisti di un cartellone costruito attorno ai concetti di appartenenza, restanza e ritornanza. Il programma è stato presentato nel salone di rappresentanza di Palazzo dei Bruzi alla presenza del sindaco Franz Caruso, dei consiglieri comunali delegati agli Eventi e alla Cultura, Francesco Turco e Antonietta Cozza, del dirigente del settore Cultura Giuseppe Bruno e della coordinatrice del Festival Carmela Caligiuri.

La storica manifestazione del Comune di Cosenza è organizzata da Gianluigi Fabiano per GFE ed è cofinanziata dalla Regione Calabria nell’ambito dell’avviso “Sostegno e promozione turistica e culturale”.

Festival delle Invasioni 2026, il tema delle Radici

Il claim scelto per l’edizione 2026 racchiude tre movimenti destinati a scandire l’intero programma. L’appartenenza racconta chi vive un luogo con consapevolezza. La restanza guarda a chi sceglie di rimanere, prendersi cura del territorio e reinventarlo. La ritornanza rappresenta chi torna dopo essere partito o arriva da fuori portando nuovi linguaggi e punti di vista.

«Il Festival delle Invasioni è una manifestazione identitaria per la nostra città», ha affermato Franz Caruso, ricordando la nascita dell’evento nel 1998 grazie all’intuizione di Franco Dionesalvi, assessore, artista e poeta cosentino. Il sindaco ha sottolineato il valore culturale e storico del Festival, tornato in calendario dopo alcuni anni di interruzione. «Le radici sono importanti, perché nessun territorio può proiettarsi nel futuro senza essere fortemente ancorato alla propria storia, alle appartenenze e alle bellezze», ha dichiarato Caruso.

Il centro storico cuore della manifestazione

Il Festival delle Invasioni 2026 avrà come scenario principale il centro storico, luogo scelto per custodire il legame tra memoria, identità e futuro. Piazza XV Marzo ospiterà i concerti più attesi. Villa Vecchia accoglierà gli spettacoli teatrali, gli eventi dedicati alle famiglie e i dj set notturni. Palazzo Spadafora diventerà il centro delle attività legate all’innovazione e alla conoscenza.

Dal 27 al 30 luglio le Terme Romane ospiteranno anche le proiezioni immersive in 3D curate da 3D Plus. Il programma comprende passeggiate culturali, incontri interculturali, laboratori, meditazione, teatro di figura, osservazioni astronomiche e iniziative dedicate all’accessibilità e alla tecnologia.

«Vogliamo che ogni attività faccia parte di un sistema capace di rendere Cosenza sempre più viva e attrattiva», ha spiegato il sindaco. Caruso ha richiamato anche i segnali positivi provenienti dagli operatori turistici e l’aumento delle presenze nelle strutture ricettive, legato a un turismo sempre più nazionale e internazionale.

Dargen D’Amico apre il Festival delle Invasioni

La prima giornata, giovedì 23 luglio, inizierà alle 19 con “Walking in the Old City”, una passeggiata tra vicoli, botteghe e attività commerciali del centro storico, dedicata anche alle opere di Federico Arcuri e curata da EllebiLab.

Alle 21, in Villa Vecchia, andrà in scena “Le tre Cicoriane”, produzione di Scena Verticale scritta e interpretata da Dario De Luca. Alle 22 Piazza XV Marzo ospiterà il concerto di Dargen D’Amico, chiamato ad aprire il programma musicale dell’edizione 2026 con il suo linguaggio capace di unire pop, rap, elettronica e scrittura d’autore.

Giuliano Palma tra soul, ska e rocksteady

Venerdì 24 luglio la giornata comincerà alle 8.30 con una meditazione sonoro-vibrazionale guidata da Alessandra Colucci e accompagnata dalle letture dedicate all’antropologia della restanza proposte da Erranze Letterarie. Il percorso “Radici, corpo e parole” si concluderà con una colazione solidale, biologica e a chilometro zero curata dal Csv Gli Altri Siamo Noi e dalla cooperativa Volando Oltre.

Alle 17.30 il Cosenza Open Incubator, ospitato a Palazzo Spadafora, accoglierà “Voci dal mondo”, incontro dedicato a Paesi, culture e tradizioni promosso da ContaminaLab. Alle 21, in Villa Vecchia, Ernesto Orrico e Manolo Muoio porteranno in scena “Sulle acque, sui rovi. Storia di San Francesco di Paola”, scritto da Vincenza Costantino. La serata proseguirà in Piazza XV Marzo con Giuliano Palma e le sue sonorità soul, ska e rocksteady. L’apertura sarà affidata ai Lumpen Street Punk Heroes di Cosenza.

Le passeggiate nella storia di Cosenza

Sabato 25 luglio il pubblico potrà partecipare al tour “Tra Rintocchi di Libertà”, viaggio nel Risorgimento cosentino curato da Paola Morano. La partenza è prevista alle 10 dal Museo dei Brettii e degli Enotri. Domenica 26 luglio, alle 19, dalla Villa Vecchia partirà il walking tour “Invasioni turistiche”, ancora una volta guidato da Paola Morano. Alle 21 spazio alle danze tradizionali srilankesi e indiane con lo spettacolo Tollywood, appuntamento dedicato al dialogo tra culture e comunità.

Enzo Avitabile e i Bottari a Piazza XV Marzo

Lunedì 27 luglio, alle 18.30 in Piazza Duomo, si terrà il “Roadshow sulle tecnologie inclusive per non vedenti”, curato da Aistech. Alle 21, in Villa Vecchia, Libero Teatro presenterà “Storie, così pa arridìri…”, spettacolo con Francesca Gariano e Graziella Spadafora costruito tra ironia e riflessione sociale.

La serata proseguirà in Piazza XV Marzo con Enzo Avitabile e i Bottari. Ritmi ancestrali, percussioni popolari e contaminazioni contemporanee accompagneranno uno degli eventi più attesi del Festival. L’opening act sarà affidato a Giovanni Segreti Bruno.

Cisco e il folk d’autore

Martedì 28 luglio, dalle 18.30, Palazzo Spadafora ospiterà la videoproiezione immersiva “Viaggio nel Cosmo”, curata da Missione al Cubo. Alle 21 il Centro Rat-Teatro dell’Acquario porterà in scena “L’insolito Cappuccetto Rosso”, spettacolo ironico e poetico interpretato da Francesco Liuzzi e Rossana Micciulli.

Alle 22 salirà sul palco di Piazza XV Marzo Stefano “Cisco” Bellotti, storica voce dei Modena City Ramblers, con il suo repertorio folk legato all’impegno civile, alla memoria e ai racconti delle comunità. Ad aprire il concerto sarà il cantautore calabrese Speedy.

Franco Arminio e Luminae Song

Mercoledì 29 luglio la programmazione si aprirà alle 18.30 in Villa Vecchia con “Zampalesta u cane tempesta”, spettacolo di burattini di Angelo Gallo prodotto dal Teatro della Libellula. Alla stessa ora Palazzo Spadafora ospiterà il seminario tecnico-scientifico “Il futuro del passato con la scansione 3D e l’innovazione per i beni culturali”, curato da Philocalos.

Alle 20 il poeta e paesologo Franco Arminio presenterà “La grazia della fragilità”, incontro tra poesia, teatro e riflessione sui piccoli paesi, sulla lentezza e sul valore dell’abitare.

Alle 22 Piazza XV Marzo ospiterà “Luminae Song”, spettacolo in cui luce, fuoco, musica e memoria formeranno un unico racconto visivo. La Compagnia Opera Fiammae realizzerà “Opera Florea, un giardino di fuoco”, accompagnata dalla musica dei Brutia Brass in Blue Notes & Dolce Vita e dai racconti del compositore Paolo Buonvino.

L’evento rappresenta la sintesi scenica del tema “Radici”: un giardino di fuoco capace di generare nuova energia attraverso la memoria. Dalle 23 sarà possibile osservare galassie, nebulose e ammassi stellari grazie all’osservatorio astronomico curato dal gruppo astrofili MenkAlinan e dal gruppo Giovan Battista Amico.

Serena Brancale chiude il Festival delle Invasioni 2026

Giovedì 30 luglio l’ultima giornata si aprirà alle 20, in Villa Vecchia, con “Il Canto d’Arberia” di Rocco Marco Moccia, spettacolo dedicato alla cultura e alle sonorità arbëreshe. Alle 22 sarà Serena Brancale a chiudere il Festival delle Invasioni 2026. La cantante porterà sul palco di Piazza XV Marzo la propria voce e un repertorio costruito tra jazz, soul, elettronica, tradizione mediterranea e contaminazioni internazionali. La sua musica rappresenta il concetto di ritornanza scelto per l’edizione: radici capaci di incontrare il mondo e tornare nei luoghi di origine con una nuova forza espressiva.

Un cartellone gratuito tra cultura e turismo

Tutti gli appuntamenti del Festival saranno a ingresso gratuito.

Il consigliere delegato agli Eventi Francesco Turco ha sottolineato la presenza degli artisti locali e il coinvolgimento delle realtà culturali cittadine. Una delle serate sarà curata dal Centro Rat-Teatro dell’Acquario, fondato da Antonello Antonante. Antonietta Cozza ha inserito il tema “Radici” nella traiettoria culturale sviluppata dal Festival negli ultimi anni. Dopo “Sguardi diffusi”, dedicato alla percezione, e “Vortici urbani”, legato al movimento, l’edizione 2026 punta sulla profondità e sulla riscoperta della memoria.

«Dopo aver guardato lontano ed essersi mossi velocemente, il Festival sente il bisogno di ancorarsi e scava nel sottosuolo della memoria per ritrovare il senso della comunità e del luogo», ha spiegato la delegata alla Cultura. La coordinatrice Carmela Caligiuri ha evidenziato il legame tra ogni appuntamento e i concetti di appartenenza, restanza e ritornanza.

Il Festival delle Invasioni 2026 si prepara così a trasformare per sette giorni il centro storico di Cosenza in un grande spazio aperto alla musica, al teatro, alla conoscenza e alla partecipazione. Un viaggio dentro le radici della città, costruito per custodire la memoria e generare nuove visioni di futuro.

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