giovedì, Ottobre 8, 2026
spot_img
HomeArte, Cultura e SpettacoloCerisano, l’ultima notte delle Serre: Gualazzi accende Palazzo Sersale, Graci conquista l’Anfiteatro

Cerisano, l’ultima notte delle Serre: Gualazzi accende Palazzo Sersale, Graci conquista l’Anfiteatro

La 32ª edizione del Festival delle Serre si è chiusa a Cerisano con Raphael Gualazzi protagonista a Palazzo Sersale e Valeria Graci all’Anfiteatro. Jazz, comicità, teatro e musica hanno accompagnato l’ultima serata di cinque giorni vissuti tra cultura, spettacolo e grande partecipazione di pubblico

L’ultima sera ha avuto il passo delle occasioni che si vorrebbero trattenere ancora un poco. A Cerisano il Festival delle Serre è arrivato al termine della sua 32ª edizione con il pubblico ancora numeroso, l’Anfiteatro gremito, Palazzo Sersale raccolto intorno al pianoforte, famiglie e bambini negli spazi dedicati all’arte di strada. Cinque giorni si sono concentrati nelle ore del congedo, quando ogni applauso ha cominciato ad avere anche il suono di un saluto.

Il cuore musicale della serata ha battuto a Palazzo Sersale, dove Raphael Gualazzi ha preso posto al pianoforte insieme ad Anders Ulrich al contrabbasso e Gianluca Nanni alla batteria. Una formazione scarna nell’organico, ricchissima nelle possibilità espressive, che ha lasciato emergere con chiarezza la genealogia musicale dell’artista urbinate.

Nelle mani di Gualazzi abita una parte importante della storia del pianoforte afroamericano. Lo stride, il ragtime, il blues, la stagione dello swing riaffiorano nel peso della mano sinistra, nella propulsione ritmica, nella libertà della destra. È una memoria musicale assimilata nel gesto, passata attraverso anni di ricerca fino a diventare una pronuncia personale. Gualazzi ha lavorato sulla tastiera con una fisicità evidente: accordi percossi, sincopi, anticipazioni, improvvise aperture melodiche, accenti capaci di spostare continuamente il baricentro della frase. La sua voce, ruvida e riconoscibile, ha aggiunto un’altra grana al racconto, portando con sé jazz, soul e canzone d’autore.

Accanto a lui Ulrich ha dato al contrabbasso profondità e direzione, costruendo linee capaci di sostenere l’armonia e alimentare il movimento. Nanni ha lavorato sul disegno ritmico, sulle dinamiche, sulla densità del suono. Gualazzi ha trovato in questa tessitura lo spazio per distendere la forma, aprirla all’improvvisazione, giocare con il levare e con le minime oscillazioni della pulsazione.

È proprio nel microtiming che si riconosce una parte decisiva dello swing: pochi istanti intorno al centro del beat cambiano il peso di una frase, la spingono in avanti, la trattengono, le danno respiro. Gualazzi conosce bene questa grammatica e la attraversa con una sensibilità nutrita dalla storia. A Palazzo Sersale il jazz ha assunto così il carattere di una musica antica e presente, capace di custodire la propria memoria dentro ogni nuova esecuzione.

Per qualche ora il palazzo ha ricordato l’intimità dei jazz club: il pianoforte a coda, il legno del contrabbasso, i piatti della batteria, il pubblico vicino, le mura di pietra illuminate dalla scena. Un’immagine che ha racchiuso anche il senso della sezione jazz del Festival, costruita negli anni come uno dei suoi segni identitari.

All’Anfiteatro la serata ha trovato un’altra voce con Valeria Graci e Volevo essere io. Davanti a una platea affollata, l’attrice ha preso la materia ordinaria dell’esistenza e l’ha consegnata alla comicità: famiglia, relazioni, maternità, aspettative, ricordi, piccole ossessioni, quella distanza spesso esilarante tra la vita immaginata e quella che prende forma giorno dopo giorno.

Graci ha governato il palco attraverso il ritmo della parola e del corpo. Una pausa, una smorfia, un cambio di voce, un’accelerazione hanno trasformato episodi personali in esperienza condivisa. Il pubblico ha riconosciuto caratteri e situazioni, ha anticipato alcune battute con la risata, ha seguito il racconto con una partecipazione continua. La comicità ha trovato la sua forza nell’osservazione, nella capacità di cogliere l’assurdo nascosto dentro le abitudini più comuni e restituirlo alla platea con precisione.

Anche gli altri luoghi hanno accompagnato il Festival verso l’ultima ora. L’Alchimista ha raccolto adulti e bambini intorno allo spettacolo di strada, il Puppet Show ha chiuso il percorso dedicato ai più piccoli, Pippo Tocci e Stefano Caruso hanno animato la notte tra live music e dj set. A Piazza Zupi, i Rocks’n Dolls hanno aggiunto l’energia del rock alle battute conclusive.

Poi sono arrivati i saluti. Quelli degli artisti, quelli del pubblico, quelli tra persone che per cinque giorni hanno finito per incontrarsi negli stessi luoghi e alle stesse ore. Qualcuno si è trattenuto ancora, qualcuno ha cercato un ultimo abbraccio, altri hanno continuato a parlare mentre gli strumenti tornavano nelle custodie e gli spazi cominciavano lentamente a svuotarsi.

In quei minuti il Festival ha cambiato dimensione. Il presente è diventato memoria.

Sono rimasti il pianoforte tra le pietre di Palazzo Sersale, l’Anfiteatro colmo di persone, le risate, gli occhi dei bambini davanti agli artisti di strada, le piazze, gli incontri, le fotografie, le conversazioni nate aspettando l’inizio di uno spettacolo. È rimasta soprattutto la misura di una manifestazione arrivata alla trentaduesima edizione, un patrimonio culturale costruito nel tempo e ormai inscritto nella storia recente di Cerisano.

A notte inoltrata anche l’ultimo applauso si è consumato. Le voci si sono allontanate, le luci hanno iniziato a spegnersi, il paese ha ripreso lentamente la propria quiete.

Cerisano ha chiuso le porte della 32ª edizione del Festival delle Serre con cinque giorni appena trascorsi e già consegnati al ricordo. Nel silenzio dell’ultima notte sono rimasti gli echi di ciò che la cultura sa fare quando trova una casa: lasciare una traccia.

Progetto finanziato con risorse POC Calabria 2014/2020 – Azione 6.8.3 | Avviso pubblico “La Calabria che incanta”

RELATED ARTICLES

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

- Advertisment -
Google search engine

Most Popular

Recent Comments