Cosenza, tredici giorni dentro il cinema
Ciak si gira, ma senza tappeti rossi né barriere: il cinema torna a vivere dove nasce il confronto. Con la Primavera del Cinema Italiano, Cosenza si prepara a cambiare prospettiva, abbassare le luci e accendere lo sguardo sul presente. Dal 2 al 14 febbraio, la città diventa per tredici giorni una sala diffusa, un luogo di visioni e di incontri in cui il cinema italiano d’autore dialoga con il territorio, le scuole, l’università e il pubblico.
Giunta alla dodicesima edizione, la rassegna, sostenuta dalla Fondazione Calabria Film Commission, conferma una vocazione precisa, raccontare il Paese attraverso le immagini, intercettare i cambiamenti della società e offrire al pubblico non solo film, ma occasioni di riflessione. Un festival “con le scarpe da tennis”, capace di muoversi veloce e restare radicato, che cresce insieme alla città.
Un progetto culturale che attraversa la città
Ideata dal presidente di Anec Calabria Giuseppe Citrigno, la Primavera del Cinema Italiano coinvolge le principali sale cittadine – il Cinema Citrigno, il Cinema San Nicola e il Cinema Campus dell’Università della Calabria – costruendo un cartellone articolato che attraversa generi, linguaggi e pubblici differenti.
«Abbiamo scelto di dare spazio al cinema italiano e d’autore – spiega Citrigno – puntando su opere dal forte impatto sociale. Il festival è cresciuto insieme al pubblico e al territorio, mantenendo uno spirito giovane e uno sguardo attento alla contemporaneità». Una linea editoriale chiara, che intreccia memoria, nuovi sguardi e impegno civile.
Ospiti, anteprime e cinema che interroga il presente
L’apertura, lunedì 2 febbraio, è affidata alla prima nazionale del biopic Franco Battiato. Il lungo viaggio, diretto da Renato De Maria: un omaggio a una delle figure più libere e visionarie della cultura italiana. Nei giorni successivi, il programma entra nel vivo con la sezione “La Meglio Gioventù”, dedicata ai giovani talenti del cinema italiano, e con i film sostenuti dalla Fondazione Calabria Film Commission, a conferma del crescente interesse produttivo per il territorio.
Tra gli appuntamenti più attesi, il ritorno a Cosenza dell’attore Francesco Di Leva, vincitore del David di Donatello, che il 9 febbraio incontrerà gli studenti dopo la proiezione di 40 secondi, film che ripercorre le ultime ore di Willy Monteiro Duarte. Un’opera che diventa occasione di confronto su violenza, responsabilità e coraggio civile.
Il 12 febbraio sarà la volta del regista Marco Risi con Fortapàsc, nel quarantesimo anniversario dell’uccisione del giornalista Giancarlo Siani, mentre la serata finale ospiterà Francesca e Giovanni, diretto da Ricky Tognazzi e Simona Izzo, dedicato alla storia di Francesca Morvillo e Giovanni Falcone.
Cinema, teatro, musica: un laboratorio multidisciplinare
La Primavera del Cinema Italiano non si limita al grande schermo. Il 10 febbraio il cinema incontra il teatro con Pippo Delbono, Premio Ubu alla carriera, mentre ampio spazio è riservato ai cortometraggi e alla formazione, considerati passaggi fondamentali nella crescita dei giovani autori.
Il programma si arricchisce inoltre di seminari e incontri professionali, tra cui quello dedicato alla sceneggiatura con Ludovica Rampoldi, e di momenti di confronto con le maestranze del settore audiovisivo, in collaborazione con la Calabria Film Commission.
Il sostegno del territorio e delle istituzioni
A sostenere la rassegna fin dalla prima edizione è la BCC Mediocrati. «È un appuntamento di grande qualità – sottolinea il presidente Nicola Paldino – che riguarda non solo la città di Cosenza, ma l’intera provincia e la regione».
Soddisfazione anche da parte dell’amministrazione comunale. «Il festival diventa un grande laboratorio multidisciplinare – afferma Antonietta Cozza, consigliera delegata alla Cultura – ed è fondamentale lo spazio dedicato ai giovani e alle scuole. Cosenza è sempre più una città attraversata dal cinema».
Un finale nel segno dell’amore per il cinema
La rassegna si concluderà sabato 14 febbraio con la cerimonia di consegna del Premio Federico II, alla presenza di Claudia Gerini, Barbara Ronchi e Massimiliano Bruno. Un finale simbolico, nel giorno di San Valentino, per ribadire che il cinema resta prima di tutto un atto d’amore collettivo.
Tutti gli eventi sono gratuiti, ad eccezione delle proiezioni Franco Battiato. Il lungo viaggio e Bobò – La voce del silenzio. Per tredici giorni, Cosenza torna a essere un luogo di visioni: non una vetrina, ma uno spazio vivo in cui il cinema italiano continua a interrogare il presente.


