martedì, Giugno 16, 2026
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Carcere di Cosenza, il Presidente della Camera penale Le Pera: “sovraffollamento, e plexiglass, questa è tortura” – VIDEO

La Camera penale riporta al centro del dibattito parlamentare i diritti dei detenuti del Carcere di Cosenza e rivolge vivo apprezzamento al personale penitenziario per gli sforzi quotidianamente compiuti

Il rumore dei cancelli che si chiudono non dovrebbe coprire quello dei diritti. Nella casa circondariale “Sergio Cosmai” da tempo si accumulano segnali che raccontano una sofferenza che va oltre la pena: celle sovraffollate, spazi ridotti, plexiglass sulle sbarre delle celle.

L’ultima visita ispettiva, organizzata dalla Camera penale di Cosenza e dall’Osservatorio “Carcere e Diritti Umani” della stessa Camera penale, ha visto in campo i rappresentanti parlamentari, la Onorevole Simona Loizzo e il Senatore Fausto Orsomarso, la Garante comunale dei diritti dei detenuti, la dott.ssa Emilia Corea, il primo Cittadino di Cosenza, l’avv. Franz Caruso, la Vicesindaca, l’avv. Maria Locanto, insieme alla Presidente della Commissione “legalità” della stessa Amministrazione bruzia, l’avv. Chiara Penna. Numerosi altri parlamentari hanno inviato alla Camera penale di Cosenza comunicazioni di viva partecipazione istituzionale con dichiarazione di volontà di promuovimento di interrogazioni parlamentari per le gravi condizioni strutturali del carcere cosentino; tra questi il deputato di FdI Alfredo Antoniozzi, il senatore del Pd Nicola Irto, la deputata del M5S Anna Laura Orrico e il deputato di Forza Italia Andrea Gentile. La Camera Penale di Cosenza e la Garante comunale hanno così riportato al centro del dibattito parlamentare i diritti dei detenuti del Carcere di Cosenza.

L’Onorevole Loizzo e il Senatore Orsomarso con tutte le altre istituzioni hanno potuto constatare personalmente le gravi condizioni in cui sono ridotti i detenuti allocati nelle celle sbarrate dai pannelli di plexiglass: “qui manca l’aria, aiutateci”, questo è stato l’urlo di dolore raccolto dai parlamentari presenti e rivolto loro da quei detenuti ridotti allo sfinimento a causa dell’assenza del corretto ricambio d’aria generato proprio da quei maledetti plexiglass posti sulle sbarre delle finestre delle celle.

E ancora, la presenza fino a sei detenuti in una sola cella, con un solo water all’interno della stessa, in uno spazio talmente angusto nel quale cui, a causa del mancato ricambio d’aria per i detti plexiglass, tutto diventa orridamente nauseabondo. Per questo, l’Onorevole Loizzo e il Senatore Orsomarso hanno parlato ai giornalisti di imminente istituzione di tavolo tecnico ministeriale per la soluzione del problema plexiglass.

A ricordare che questa non è pena, ma tortura, il Presidente della Camera penale di Cosenza, l’avv. Roberto Le Pera, che, intervistato nel corso dell’accesso carcerario, ha usato espressioni durissime:  «Il carcere di Cosenza presenta un tasso di sovraffollamento superiore alla media nazionale, siamo quasi al 30% di esubero, con circa 280 detenuti ammassati a fronte di 220 posti disponibili. A questo dato si aggiunge una situazione che rende disumana la permanenza nelle celle. Quelle maledette barriere apposte sulle sbarre delle finestre delle celle soffocano i detenuti e finiranno per asfissiarli con l’arrivo delle torride temperature estive.

Le Pera richiama poi il principio della dignità personale e non vuol sentire parlare di esigenze di sicurezza quale giustificazione dell’apposizione dei pannelli di plexiglass: «Il carcere non è luogo di tortura, ma di rieducazione; se qualcuno pensa che i plexiglass servano per esigenze di sicurezza sbaglia e mente sapendo di mentire, atteso che persino i locali della scuola, al piano terra, le finestre sono sbarrate da questi plexiglass; cosa dovrebbero proteggere al piano terrà ?

Al termine, la Camera penale e l’Osservatorio “Carcere e Diritti Umani”  hanno riconosciuto alla Direttrice della Casa circondariale di Cosenza, la dott.ssa Roberta Filomena Toscano, al personale della Polizia penitenziaria, al Personale amministrativo e agli Specialisti sanitari della stessa Struttura carceraria  lo straordinario ed encomiabile lavoro proteso -nonostante i rilevanti problemi strutturali e la gravissima carenza di personale- a rendere il carcere quanto più vicino alla Carta costituzionale  e alla primaria tutela dei diritti dei detenuti. Pari riconoscimento hanno rivolto al Provveditore Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria, alla dott.ssa Lucia Castellano, più volte citata, nel corso dell’incontro, dalla Direttrice del carcere cosentino per la straordinaria sinergia istituzionale volta alla efficace tutela dei diritti dei detenuti.

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