E’ iniziato a colpi di fioretto l’incontro con Gianni Alemanno nella Biblioteca del COA di Cosenza. Dopo i formali saluti da parte del Presidente del COA, prof. avv. Claudio De Luca, il Presidente della Camera penale di Cosenza, Roberto Le Pera, si è rivolto direttamente ad Alemanno con una provocatoria contestazione: “Grande rispetto per la carcerazione a cui è stato sottoposto, ma mi permetto di chiederle il motivo per cui la politica non si ricorda del dramma della disumanità carceraria quando esercita il potere e invece il ricordo riaffiora quanto non lo esercita più”.
Alemanno ha subito replicato: “non può rivolgere a me questa critica, perché io sono stato sempre dalla parte dei diritti dei detenuti”.
Con questo scambio di battute è iniziato l’effervescente incontro in cui Alemanno ha presentato il proprio libro, dal titolo “L’emergenza negata”, frutto della esperienza recentemente vissuta, da ristretto nelle carceri italiane, dallo stesso ex parlamentare, ex ministro ed ex sindaco.
Dopo l’intervento dell’Avvocato Fabrizio Falvo, organizzatore dell’evento, che ha ringraziato tutti i presenti e ha ricordato il pensiero dei maestri del Foro cosentino, ha preso la parola Gianni Alemanno che ha raccontato tutto ciò che di drammatico ha vissuto nei penitenziari e della disperazione che vi ha incontrato. Racconti tremendi che hanno esposto il nervo scoperto della disumanità delle carceri italiane.
E’ seguito il dibattito moderato da Gianfranco Bonofiglio, direttore de “La Voce Romana”.
Il Procuratore della Repubblica di Cosenza è intervenuto con una vera e propria lectio sul senso della pena e sul tema della necessità della pena giusta.
Incisivo l’intervento dell’ex presidente della camera penale cosentina, l’Avv. Pietro Perugini, che si è soffermato sulla necessità della rivisitazione del concetto primario di pena, intesa principalmente come misura alternativa alla detenzione, quindi il carcere come extrema ratio.
Subito dopo, ha preso la parola l’Avv. Luigi Leonetti, che ha ricordato come la Magistratura di Sorveglianza rivesta un ruolo fondamentale nella vita dei detenuti e che la eccessiva burocratizzazione finisce col privare i detenuti del loro diritto all’accesso alle misure alternative alla detenzione.
Intervento finale, esplosivo dell’Avv. Antonio Ciacco che ha ricordato il pensiero del prof. avv. Luigi Gullo rispetto alla carcerazione preventiva, definita veleno micidiale della democrazia. “Il mio maestro, anzi il maestro di tutti i penalisti italiani” -ha detto Ciacco- “diceva che la visione del carcere è il volto della democrazia e che, quindi, una democrazia che incarcera un cittadino senza averlo processato è una democrazia in grave, gravissima sofferenza”.


