Duecentosettantacinque detenuti in una struttura che ne potrebbe ospitare 220. Cinquantacinque persone oltre la capienza prevista e un indice di affollamento che ha raggiunto il 125 per cento. È il dato dal quale parte la nuova denuncia dell’Osservatorio Carcere e Diritti Umani della Camera penale di Cosenza sulle condizioni della Casa circondariale “Sergio Cosmai”.
A riportare l’attenzione sull’emergenza sono Erika Rodighiero, responsabile dell’Osservatorio Carcere e Diritti Umani, e Paolo Coppa, coordinatore degli Osservatori della Camera penale di Cosenza, intervenuti nel corso di una conferenza stampa dedicata alla situazione dell’istituto penitenziario.
Il sovraffollamento, spiegano i penalisti, non rappresenta un episodio circoscritto. Nel corso del 2026 ha assunto carattere permanente, incidendo sulla vivibilità delle celle, sulla tenuta dei servizi e sulle condizioni quotidiane di chi vive e lavora all’interno della struttura.
L’estate ha reso il quadro ancora più difficile. Con temperature esterne superiori ai 40 gradi, la presenza dei pannelli in plexiglass installati sulle sbarre delle finestre aveva sollevato forti preoccupazioni. Le schermature, secondo l’Osservatorio, limitavano il ricambio dell’aria e l’ingresso della luce naturale. La loro rimozione, avvenuta nel luglio scorso, ha migliorato una situazione che rischiava di diventare particolarmente critica nei giorni di caldo più intenso.
Il problema centrale resta quello dei numeri. La presenza di 275 detenuti su 220 posti disponibili sottopone l’intero sistema carcerario cosentino a una pressione continua, con ricadute sugli spazi, sull’assistenza e sull’organizzazione complessiva dell’istituto.
La Camera penale riconosce il lavoro svolto ogni giorno dal personale sanitario, amministrativo e dagli agenti della polizia penitenziaria, insieme al Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria. Un impegno quotidiano che, secondo Rodighiero e Coppa, non può sostituire investimenti, programmazione e politiche capaci di affrontare in maniera strutturale il sovraffollamento.
Il richiamo è ai principi costituzionali che regolano l’esecuzione della pena e alla necessità di garantire condizioni rispettose della dignità della persona. Da qui l’appello rivolto alle istituzioni affinché la situazione della “Sergio Cosmai” venga affrontata con interventi concreti e non soltanto con misure emergenziali.
La Casa circondariale di Cosenza diventa così, nelle parole dell’Osservatorio, lo specchio di una questione più ampia che investe l’intero sistema penitenziario: spazi insufficienti, servizi sottoposti a forte pressione e una popolazione detenuta superiore alla capacità delle strutture.
La denuncia della Camera penale riporta quindi al centro un tema che riguarda insieme legalità, diritti e funzione della pena. E chiede alle istituzioni di intervenire prima che il sovraffollamento diventi definitivamente la normalità.


