“La rimodulazione della Giunta non è un rilancio, ma lo smantellamento del campo largo che aveva portato alla vittoria elettorale”. È un affondo politico senza sconti quello firmato da Bianca Rende, consigliera comunale ed ex candidata a sindaco, a nome del gruppo civico Cosenza cresce insieme, all’indomani delle scelte compiute dal sindaco Franz Caruso sulla nuova composizione dell’esecutivo cittadino.
Dopo due mesi di attesa, la rimodulazione – “guai a chiamarla rimpasto”, sottolinea ironicamente Rende – ha finalmente visto la luce. Ai nuovi assessori va l’augurio di buon lavoro, ma ciò non esime, spiega la consigliera, da una valutazione politica severa su un percorso che appare sempre più segnato dal trasformismo e dalla perdita di una visione condivisa.
“La tela di Penelope e le crepe nella maggioranza”
Nel mirino di Rende finisce quella che definisce “la tela di Penelope” della maggioranza. Un continuo disfare e rifare che avrebbe lasciato scoperti buchi profondi nel tessuto politico della coalizione che quattro anni fa sostenne Caruso. Alcuni esponenti, osserva, sono stati estromessi nonostante un lavoro più volte elogiato nel corso della consiliatura, proprio nel momento in cui si è spezzato il quadro delle alleanze tra partiti di sinistra e liste civiche.
Il risultato, secondo il gruppo civico, è un Consiglio comunale attraversato da crepe evidenti, dove la collaborazione diventa sempre più difficile e limitata a poche “virtuose eccezioni”.
Dal campo largo al “trumpismo di provincia”
Il passaggio più duro riguarda la fine del campo largo. Quella che sembrava una scelta strategica condivisa viene oggi descritta come sacrificata per “tirare a campare” fino alla conclusione del mandato. “Anche nel nostro piccolo universo chiamato Cosenza – afferma Rende – sembra essere arrivato un vento di trumpismo di provincia”, che si somma a vecchie logiche di potere e di conservazione degli equilibri.
Una deriva che, secondo “Cosenza cresce insieme”, rischia di minare definitivamente la credibilità dell’amministrazione, soprattutto perché il civismo non può essere riscoperto solo in campagna elettorale per poi essere accantonato a favore delle carriere di partito.
Il ruolo delle liste civiche
In questo scenario, il gruppo rivendica il ruolo autonomo e futuro delle liste civiche, non solo di quartiere ma anche di realtà capaci di rappresentare mondi diversi: dalla scuola alle libere professioni, dal pubblico impiego al volontariato e al mondo cattolico. Un patrimonio che viene indicato come la risorsa più viva di una città che, altrimenti, rischia un lento declino.
“A Cosenza il campo largo si è frantumato – sottolinea Rende – e lo dimostrano le prese di posizione dei partiti e la riduzione della rappresentanza in Giunta, a vantaggio di scelte finalizzate unicamente a consolidare un Consiglio comunale fragile”.
“Serve un artigiano della pace”
Lo sguardo è già rivolto al prossimo futuro. Da qui a un anno, avverte la consigliera, le divisioni produrranno inevitabili e “nefasti” risultati elettorali, a meno che non emerga una figura capace di ricucire, un “artigiano della pace” in grado di riportare al centro l’interesse generale. Anche perché, osserva Rende, il giudizio dei cittadini sull’amministrazione è ormai “chiaro e netto”, e persino all’interno della maggioranza c’è chi governa con una mano e con l’altra lavora a scenari alternativi.
L’agenda dei cittadini
Il comunicato si chiude con l’impegno a proseguire una critica costruttiva dalla parte dei cittadini e dei quartieri più trascurati. Le priorità indicate sono chiare: mobilità sostenibile, sicurezza degli edifici scolastici, tassazione equa, rilancio del centro storico, riapertura degli spazi culturali abbandonati, qualità dei servizi, decoro urbano, politiche per l’infanzia e per l’invecchiamento attivo.
“Le elezioni sono dietro l’angolo – conclude Rende – e solo nel voto libero dei cittadini arriverà il giudizio finale su questi cinque anni di governo della città”.


