giovedì, Ottobre 15, 2026
spot_img
HomeCalabriaCosenzaCosenza entra nelle Città del Vino, Caruso: «L’enoturismo diventi motore di sviluppo...

Cosenza entra nelle Città del Vino, Caruso: «L’enoturismo diventi motore di sviluppo del territorio»

Consegnata a Palazzo dei Bruzi la bandiera dell’Associazione nazionale. Il presidente Angelo Radica: «Da oggi comincia un cammino». Il capoluogo punta a costruire una filiera del vino capace di unire produttori, turismo e identità territoriale

Cosenza entra ufficialmente nella rete nazionale delle Città del Vino e affida alla propria tradizione vitivinicola una nuova ambizione: trasformare il patrimonio di Donnici e dell’intera provincia in una leva stabile di sviluppo economico, turistico e territoriale. La consegna della bandiera dell’Associazione nazionale al sindaco Franz Caruso, da parte del presidente Angelo Radica, segna l’avvio di un percorso che supera i confini della 44ª Sagra dell’uva e del vino di Donnici e guarda alla costruzione di una vera strategia sull’enoturismo. La cerimonia, ospitata a Palazzo dei Bruzi, ha aperto ufficialmente il programma della Sagra e sancito l’ingresso di Cosenza nella rete che riunisce circa 540 Comuni italiani legati alla cultura e alla produzione del vino. Presenti il prefetto Rosa Maria Padovano, il questore Antonio Borelli, il comandante provinciale dei Carabinieri Andrea Mommo, il comandante provinciale della Guardia di Finanza Natale Giordano e numerosi rappresentanti istituzionali. A introdurre i lavori è stato l’assessore alle Attività produttive, commercio, artigianato e turismo Rosario Branda.

Cosenza Città del Vino, Caruso: «Il capoluogo al centro dello sviluppo»

Per Franz Caruso, l’ingresso nelle Città del Vino rappresenta un tassello di una strategia più ampia. «Cosenza, come capoluogo di provincia, deve essere al centro dello sviluppo di un intero territorio», ha affermato il sindaco, richiamando il patrimonio produttivo che dal Pollino arriva fino al Savuto. L’obiettivo è costruire una rete tra cantine e produttori, utilizzando la posizione del capoluogo come punto di raccordo di una filiera diffusa. «Abbiamo tante cantine e tanti produttori di vino che rappresentano un fiore all’occhiello del nostro territorio. Cosenza ha una posizione baricentrica che vuole utilizzare per mettere insieme e costituire una filiera dei produttori di vino». Al centro della strategia resta l’enoturismo, indicato dall’amministrazione come uno degli strumenti più promettenti per rafforzare l’attrattività dell’area urbana e del suo comprensorio. «Vogliamo sviluppare le potenzialità del territorio affinché il nostro prodotto di eccellenza possa diventare un attrattore di investimenti e sviluppo, con un’attenzione particolare all’enoturismo».

La Sagra di Donnici raddoppia e arriva in città

L’ingresso nella rete nazionale cambia anche la formula della storica Sagra dell’uva e del vino di Donnici. L’edizione numero 44 raddoppia la durata. Ai tre giorni tradizionali nel borgo si aggiungono tre giornate nel centro cittadino dedicate alla promozione, al confronto e alla conoscenza del comparto vitivinicolo. «Abbiamo voluto dare un’impronta diversa alla Sagra più antica del nostro territorio», ha spiegato Caruso. La scelta viene letta anche come un modo per ricucire il rapporto tra il centro e le periferie. «Donnici non è una parte di territorio avulsa dal contesto cittadino. Il recupero delle periferie significa anche recuperare la vocazione dei luoghi e valorizzare le produzioni che li caratterizzano».

Branda: «Donnici a Cosenza, poi il ritorno nel borgo»

L’assessore Rosario Branda ha sintetizzato il progetto nella volontà di costruire un percorso capace di partire dal cuore urbano, portare simbolicamente «Donnici a Cosenza per poi tornare nel borgo dove tutto è nato». La manifestazione si inserisce nel progetto “Cosenza città attrattiva”, che punta a collegare turismo, commercio, artigianato e produzioni tipiche in una programmazione unitaria. L’obiettivo è trasformare la Sagra in un’occasione di promozione che superi la dimensione dell’evento e continui a produrre effetti anche dopo la sua conclusione.

Padovano: «Il vino è racconto e identità»

A sottolineare il valore culturale dell’iniziativa è stato il prefetto Rosa Maria Padovano, che ha definito l’adesione una «lodevole e pregevolissima iniziativa». Per il prefetto, la cultura del vino può diventare «racconto, narrazione di storia, di tradizione e di conoscenza di un territorio». Una lettura che affida alla produzione vitivinicola un ruolo capace di andare oltre l’economia e di entrare nella costruzione dell’identità stessa dei luoghi.

Radica: «Per Cosenza comincia un cammino»

Il presidente nazionale delle Città del Vino, Angelo Radica, ha indicato nell’ingresso di Cosenza l’avvio di una nuova fase. «Oggi non è un approdo, inizia un cammino all’interno di un’associazione prestigiosa», ha affermato, ricordando che il 21 marzo 2027 il sodalizio celebrerà quarant’anni dalla propria fondazione. Radica ha richiamato le origini dell’associazione, nata nel 1987 dopo la crisi del metanolo per difendere i produttori e rilanciare l’immagine del vino italiano. Da allora la rete si è trasformata in uno strumento di promozione territoriale e in una piattaforma nazionale per i progetti delle amministrazioni locali.

Enoturismo, la carta vincente tra vino, storia e cultura

Secondo Radica, Cosenza può giocare una partita importante soprattutto sul terreno della narrazione. «La vostra carta vincente non è soltanto la biodiversità, è anche la narrazione e la storia». Un patrimonio capace di sostenere un comparto che, secondo i dati richiamati durante l’incontro, muove in Italia oltre 31 miliardi di euro.

«L’enoturismo è destagionalizzato e può aiutare il turismo nel suo complesso, da quello culturale a quello religioso. Cosenza diventa oggi città di identità e viene iscritta in quest’albo d’oro. Da oggi comincia un cammino del quale vogliamo far parte». Alla cerimonia hanno partecipato anche il presidente del Consorzio Terre di Cosenza, Demetrio Stancati, e il vicedirettore generale dell’Arsac, Michelangelo Bruno Bossio, intervenuti sul futuro della produzione enologica e sulle opportunità legate alla promozione del territorio. L’ingresso di Cosenza nelle Città del Vino apre così una sfida che va oltre la Sagra di Donnici. La prospettiva è quella di costruire una rete stabile tra produttori, imprese, istituzioni e operatori turistici, trasformando il vino in uno strumento di promozione territoriale e in un motore di sviluppo capace di unire città, borgo e provincia.

RELATED ARTICLES

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

- Advertisment -
Google search engine

Most Popular

Recent Comments