La protesta contro il carovita partita dalla Calabria punta a coinvolgere direttamente i sindaci italiani. A lanciare la proposta è Franz Caruso, che dalla manifestazione nazionale di Cosenza invita i primi cittadini a raggiungere Roma con le fasce tricolori per chiedere al Governo interventi sui costi dell’energia, dei carburanti e sulle condizioni economiche delle imprese. Un appello che conferisce alla mobilitazione degli agricoltori una dimensione istituzionale e porta al centro del confronto politico il diritto a vivere del proprio lavoro.
Questa mattina, in piazza Loreto, si sono ritrovate poco più di trecento persone, fra agricoltori, autotrasportatori, rappresentanti sindacali e cittadini. La manifestazione promossa dal Movimento Popolare Nazionale ha riunito delegazioni provenienti anche da altre regioni, nel solco delle iniziative avviate in Calabria contro l’aumento dei carburanti e il crescente peso dei costi di produzione.
Franz Caruso: «Lavorare in perdita significa mortificare la dignità del lavoro»
Il sindaco di Cosenza, intervenuto con la fascia tricolore, ha affidato all’articolo 1 della Costituzione il significato politico della propria presenza accanto ai manifestanti. «Lavorare in perdita non è dignitoso e non può essere il destino di chi, con sacrificio, contribuisce alla crescita del Paese. L’articolo 1 della nostra Costituzione dice che l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro: quel principio deve tradursi in diritti, tutele e condizioni economiche che consentano a tutti di vivere dignitosamente». Caruso ha richiamato le conseguenze sociali di una crisi che investe l’agricoltura, la pesca, l’autotrasporto e numerose attività economiche, sottolineando come il progressivo aumento delle spese energetiche stia compromettendo la sostenibilità di interi comparti produttivi.
«Oggi non vedo numeri, vedo volti, persone e famiglie che esprimono una sofferenza che deve riguardare tutti e chiamare in causa le istituzioni», ha affermato il primo cittadino, rivendicando il significato della propria partecipazione. Il sindaco ha poi richiamato esplicitamente le radici socialiste e riformiste della sua cultura politica, collocando la tutela del lavoro fra i principi fondamentali dell’azione amministrativa. «Sono qui al vostro fianco perché la politica non può voltarsi dall’altra parte quando sono in gioco il lavoro e la dignità delle persone. Da socialista e riformista sono da sempre dalla parte di chi lavora, di chi produce e di chi lotta per vedere riconosciuti i propri diritti». La difesa delle aziende agricole, secondo Caruso, investe anche la qualità delle produzioni, la sicurezza alimentare e la sopravvivenza economica delle comunità rurali. Un tema che impone scelte di politica industriale e agricola capaci di incidere sui costi e sulle prospettive di reddito.
L’appello del sindaco: «A Roma con le fasce tricolori»
Il passaggio centrale dell’intervento riguarda la richiesta di una mobilitazione congiunta degli amministratori locali. Caruso si è rivolto ai sindaci di tutta Italia, proponendo di trasferire davanti al Parlamento le istanze dei territori. «Per questo dobbiamo andare tutti uniti a Roma. Noi ci saremo, dobbiamo esserci tutti, a cominciare dai sindaci, che hanno il dovere di stare accanto alle proprie comunità. Questa è una battaglia per il lavoro, per la giustizia sociale e per il futuro dei nostri territori. Io sono con voi». Il primo cittadino ha insistito sul rapporto quotidiano che lega gli amministratori alle comunità, ricordando come siano proprio i Comuni a intercettare per primi le conseguenze dell’impoverimento delle famiglie e delle difficoltà delle imprese. Nel suo intervento anche un richiamo ai valori della Resistenza e al significato della fascia tricolore, simbolo dell’unità repubblicana e delle responsabilità assunte da chi rappresenta le istituzioni democratiche.
Greco contro i fondi regionali: «Quindici milioni sono un’elemosina»
Dalla piazza arriva intanto una contestazione diretta alla Regione Calabria. Giancarlo Greco, fra i promotori della mobilitazione, giudica del tutto inadeguato lo stanziamento di 15 milioni di euro annunciato per attenuare gli effetti del caro carburanti. «Quindici milioni sono un’elemosina», sostiene Greco, che considera il contributo insufficiente rispetto agli aumenti affrontati dalle aziende agricole, dagli operatori della pesca e dagli autotrasportatori. Il promotore della protesta chiama in causa il presidente Roberto Occhiuto e l’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo, ai quali chiede l’apertura di un confronto sulle misure necessarie per contenere i costi delle attività produttive. La situazione descritta dagli organizzatori è quella di imprese costrette a ridurre le lavorazioni, con terreni che rischiano di rimanere senza semina e mezzi agricoli inutilizzati per l’impossibilità di sostenere le spese del carburante. Tra le richieste figurano l’eliminazione dell’Iva e delle accise sul gasolio agricolo, della pesca e dell’autotrazione, insieme a interventi sui prezzi energetici. Greco rivolge critiche anche alle associazioni di categoria, accusate di avere progressivamente perso il contatto con le difficoltà dei produttori. Ricorda gli incontri del 2024 al ministero dell’Agricoltura e le promesse di tavoli tecnici rimaste, a suo giudizio, prive di risultati. La mobilitazione potrebbe proseguire a Roma, con il coinvolgimento di delegazioni di Puglia, Sicilia, Basilicata, Campania e Lazio.
Agricoltura e Mercosur, Calvani chiede reciprocità nelle regole
Le rivendicazioni della piazza riguardano anche le politiche commerciali dell’Unione europea. Danilo Calvani, esponente dei Comitati riuniti agricoli, richiama l’attenzione sulle conseguenze che l’accordo con i Paesi del Mercosur potrebbe produrre sulla competitività delle aziende italiane. Al centro delle contestazioni vi sono le differenze fra gli standard di produzione applicati nei diversi mercati, con particolare riferimento alla disciplina dei fitofarmaci, alla sicurezza alimentare e alla tutela dei lavoratori. Secondo Calvani, le imprese agricole italiane rischiano di subire la concorrenza di produzioni realizzate a costi inferiori in contesti normativi differenti. La richiesta rivolta alle istituzioni europee è di assicurare condizioni di reciprocità e controlli sulle merci importate. Alla manifestazione è intervenuto anche Massimiliano Ianni, della Cgil, che ha espresso solidarietà agli agricoltori e chiesto una revisione delle priorità della spesa pubblica, destinando maggiori risorse al lavoro e alle attività produttive. «Non state chiedendo privilegi. State chiedendo dignità», ha affermato Ianni, individuando nella distanza crescente tra costi di produzione e ricavi delle aziende uno dei principali fattori di crisi. Il sindacalista ha ribadito il sostegno della Cgil nel rispetto dell’autonomia della protesta, richiamando il valore economico e sociale dell’agricoltura per il futuro della Calabria.
Una piazza di trecento persone e la delusione dei manifestanti
La manifestazione ha registrato una partecipazione inferiore alle attese degli organizzatori. Le condizioni meteorologiche avverse hanno ostacolato gli spostamenti verso Cosenza e, secondo quanto riferito dai promotori, una ventina di autobus avrebbe incontrato difficoltà a raggiungere la città. Fra quanti sono riusciti ad arrivare in piazza, la delusione per le presenze contenute si è accompagnata alla critica verso un’opinione pubblica percepita come sempre meno incline alla mobilitazione. «Sembra che per molti italiani sia Ferragosto», ha commentato un autotrasportatore arrivato dalla Sicilia. Altri manifestanti hanno evocato le proteste in Francia e Spagna, lamentando la scarsa partecipazione dei cittadini italiani alle iniziative collettive contro l’aumento del costo della vita. Anche Enzo Laudari, impegnato nella protesta degli autotrasportatori calabresi, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di coinvolgere categorie produttive e cittadini in una mobilitazione più ampia. Il numero dei partecipanti diventa così un elemento di riflessione per gli stessi promotori, chiamati a costruire una rappresentanza capace di riunire interessi economici e sociali differenti. La prossima tappa annunciata è Roma. L’adesione prospettata da Franz Caruso e l’appello rivolto agli altri sindaci introducono un ulteriore interlocutore istituzionale in una vertenza che coinvolge Regione, Governo e Unione europea. Il confronto si sposta ora sulle risposte concrete alle richieste avanzate in piazza: fiscalità sui carburanti, sostegno ai redditi agricoli, costi dell’energia e tutela delle produzioni nazionali.


