Quarantuno misure cautelari, 24 in carcere e 17 agli arresti domiciliari, al termine di un’indagine avviata nel 2021 e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro. L’operazione dei Carabinieri punta sull’assetto della ’ndrangheta nella Piana di Sibari, con particolare riferimento a Corigliano-Rossano e all’area di contrada Lattughelle, nel territorio di Cassano allo Ionio.
L’ordinanza è stata emessa dal gip del Tribunale di Catanzaro su richiesta della Procura distrettuale. Gli indagati sono ritenuti gravemente indiziati, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, omicidio, detenzione e porto di armi da fuoco, estorsione, rapina, furto, intestazione fittizia di beni, procurata inosservanza di pena e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Tra le contestazioni figura anche il patto elettorale politico-mafioso.
L’indagine partita nel 2021
L’attività investigativa ha preso avvio dalle dichiarazioni rese da alcuni collaboratori di giustizia. Gli accertamenti si sono sviluppati attraverso osservazioni, pedinamenti, intercettazioni telefoniche e ambientali, dispositivi Gps installati sui veicoli e sistemi di videosorveglianza nei luoghi ritenuti strategici per gli incontri tra gli indagati. Secondo la ricostruzione della Dda, nella Sibaritide avrebbe operato una struttura articolata in più gruppi, dotati di una propria capacità operativa e collegati al Locale di Cirò. Le attività delittuose sarebbero state sottoposte a meccanismi di preventiva legittimazione e successiva rendicontazione. Gli investigatori indicano due articolazioni principali, denominate negli atti “cosca Acri” e “cosca di Corigliano”, con interessi nel territorio di Corigliano-Rossano e nei comuni limitrofi. Nel corso delle indagini è stato acquisito anche un manoscritto contenente parte della contabilità, la cosiddetta “bacinella”, riconducibile secondo gli investigatori alla cosca cirotana. Il documento avrebbe evidenziato rapporti e cointeressenze con il gruppo criminale rossanese.
Estorsioni, rapine e controllo delle attività economiche
Il quadro investigativo comprende una serie di episodi che la Procura ritiene funzionali agli interessi dell’organizzazione. Tra questi figurano estorsioni, rapine, furti e intestazioni fittizie di beni che, secondo l’accusa, sarebbero serviti a consolidare il controllo del territorio e delle attività economiche nelle rispettive aree di influenza. L’ordinanza riguarda anche le indagini sull’omicidio di Giorgio Salvatore Cimino, ferito in un agguato avvenuto nel maggio 2001 a Corigliano Calabro e morto alcune settimane dopo, e sull’uccisione di Carmine Morello, scomparso nell’agosto 2023 e successivamente trovato morto in una zona rurale di Corigliano-Rossano. Gli accertamenti riguardano inoltre la disponibilità di armi e altri episodi inseriti dagli inquirenti nel programma criminoso dell’associazione.
Il business dei permessi attraverso il decreto flussi
Uno dei filoni dell’inchiesta riguarda il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina attraverso l’utilizzo delle procedure previste dal decreto flussi. Secondo la ricostruzione investigativa, centinaia di cittadini stranieri avrebbero versato somme di denaro per ottenere il nulla osta necessario all’ingresso o alla permanenza in Italia. Il sistema avrebbe coinvolto imprenditori disponibili a presentare richieste di assunzione di lavoratori stagionali durante i cosiddetti click day, senza una successiva effettiva occupazione. Le somme versate, secondo la Dda, avrebbero alimentato una fonte di finanziamento per il gruppo criminale.
L’ipotesi di scambio elettorale politico-mafioso
L’inchiesta affronta anche il rapporto tra criminalità organizzata e amministrazione locale. La Procura ipotizza uno scambio elettorale politico-mafioso tra esponenti del gruppo attivo nell’area di Rossano e amministratori in carica presso il Comune di Corigliano-Rossano in occasione delle elezioni amministrative dell’8 e 9 giugno 2024. Il comunicato della Dda riferisce l’ipotesi investigativa senza indicare, in questo passaggio, le singole posizioni personali riconducibili alla contestazione. Gli eventuali profili di responsabilità saranno oggetto delle successive fasi del procedimento.
Centinaia di Carabinieri impegnati nell’operazione
Alla fase esecutiva hanno partecipato i Carabinieri del II Reparto Investigativo del Ros di Roma, del Comando provinciale di Cosenza e del Reparto territoriale di Corigliano-Rossano. Sono intervenuti anche lo Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria e militari dei Comandi provinciali di Catanzaro, Crotone e Modena. Oltre all’esecuzione delle 41 misure cautelari, sono state effettuate perquisizioni personali e locali nei confronti di diversi indagati. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Tutte le persone coinvolte devono essere considerate innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna, come richiamato dalla stessa Procura nel rispetto dell’articolo 27 della Costituzione.


